Installare telecamere non significa solo scegliere un impianto. Il condominio deve prima definire finalità, aree da proteggere, soggetti che possono accedere alle immagini e tempi di conservazione, applicando il principio di minimizzazione.
Prima decisione: perché servono le telecamere
Furti, vandalismi o accessi non autorizzati sono finalità diverse. La posizione e l’ampiezza dell’inquadratura devono essere proporzionate allo scopo, evitando di riprendere zone non necessarie o aree pubbliche oltre quanto strettamente giustificato.
Assemblea e informativa
Il Garante richiama la necessità di una decisione assembleare per la videosorveglianza sulle parti comuni e dell’apposita segnalazione tramite cartelli. Non è invece prevista una preventiva autorizzazione del Garante.
Quanto conservare le immagini
Le registrazioni vanno conservate per un periodo limitato e coerente con la finalità. Il Garante indica, in ambito condominiale, che può essere congruo non superare sette giorni, fermo il principio per cui periodi più lunghi richiedono una motivazione concreta.
Le domande da mettere nel verbale
- Quali aree vengono riprese?
- Chi può accedere alle immagini?
- Per quanto tempo vengono conservate?
- Come sono protetti registratore e credenziali?
- Chi gestisce manutenzione e richieste di accesso?
- Dove sono posizionati i cartelli informativi?
Partiamo dai dati reali dello stabile.
Dimensioni, servizi comuni e criticità permettono di costruire una proposta coerente, non un prezzo standard.
Domande frequenti
Serve l’autorizzazione del Garante per installare telecamere condominiali?
No. Il Garante chiarisce che non è prevista una preventiva autorizzazione, ma il trattamento deve comunque rispettare le regole applicabili.
Le immagini possono essere conservate per mesi?
La conservazione deve essere limitata e proporzionata. Il Garante indica per il contesto condominiale un orizzonte normalmente contenuto, da motivare se più lungo.