I millesimi non cambiano perché un condomino ritiene di pagare troppo. Per modificarli servono presupposti specifici e, spesso, una verifica tecnica che dimostri l’errore o la variazione significativa dell’edificio.
La funzione delle tabelle
Le tabelle traducono in valori proporzionali il rapporto tra le proprietà e vengono utilizzate per molte ripartizioni e per il funzionamento dell’assemblea. Non sono quindi un semplice prospetto contabile che l’amministratore può correggere autonomamente.
Quando la legge ammette la rettifica o modifica
L’art. 69 disp. att. c.c. disciplina, tra gli altri casi, la correzione quando le tabelle sono conseguenza di errore oppure quando, per mutate condizioni di una parte dell’edificio derivanti da sopraelevazione, incremento di superfici o altre trasformazioni, il valore proporzionale di almeno un’unità risulta alterato oltre la soglia prevista.
Serve una relazione tecnica
Prima di aprire una discussione assembleare è utile incaricare un tecnico di ricostruire criteri originari, consistenze, coefficienti e modifiche intervenute. Il nuovo calcolo deve essere spiegabile e non soltanto prodotto come tabella finale.
Gli errori da evitare
- Confondere consumi con valore millesimale
- Ricalcolare perché cambia il proprietario
- Usare superfici catastali come unico criterio automatico
- Modificare le tabelle senza verificare il titolo originario
- Applicare la nuova tabella retroattivamente senza valutare i presupposti
Partiamo dai dati reali dello stabile.
Dimensioni, servizi comuni e criticità permettono di costruire una proposta coerente, non un prezzo standard.
Domande frequenti
I millesimi cambiano se ristrutturo internamente casa?
Non automaticamente. Occorre verificare se la modifica incide sui presupposti previsti per la revisione delle tabelle.
L’amministratore può cambiare i millesimi da solo?
No. Le tabelle non sono un dato contabile modificabile discrezionalmente dall’amministratore; servono i presupposti e le decisioni previste dalla legge.