Con un’infiltrazione il primo errore è partire subito dalla domanda “chi paga?”. Prima bisogna fermare il danno, documentarlo e capire con sufficiente certezza da dove proviene l’acqua.
Le prime 24 ore
- Fotografare danni e punti di ingresso dell’acqua
- Segnalare subito all’amministratore se può essere coinvolta una parte comune
- Limitare il danno se è possibile farlo in sicurezza
- Verificare se esiste una polizza globale fabbricati
- Evitare riparazioni definitive prima di aver documentato la causa
Individuare l’origine
Tetto, lastrico, colonna di scarico, tubazione privata, facciata e impermeabilizzazione del balcone comportano responsabilità e riparti differenti. Un sopralluogo tecnico ben impostato evita di attribuire la causa per semplice vicinanza visiva.
Danno e riparazione non sono sempre la stessa voce
Può esserci una spesa per eliminare la causa e una distinta per ripristinare intonaco, pittura, pavimento o arredi danneggiati. Anche la copertura assicurativa può trattare le due componenti in modo diverso.
Quando serve una relazione tecnica
Se l’origine è contestata, il fenomeno si ripete o il danno coinvolge più proprietà, una relazione con fotografie, misurazioni e ipotesi motivata è spesso più utile di una sequenza di interventi “a tentativi”.
Partiamo dai dati reali dello stabile.
Dimensioni, servizi comuni e criticità permettono di costruire una proposta coerente, non un prezzo standard.
Domande frequenti
Paga sempre il condominio se l’acqua viene dall’alto?
No. La responsabilità dipende dalla causa e dalla proprietà o custodia dell’elemento da cui deriva il danno.
Conviene aprire subito il sinistro assicurativo?
Se la polizza può essere coinvolta è utile informare tempestivamente l’amministratore o il soggetto indicato, seguendo le condizioni e i termini previsti dal contratto.